Circolare 13

DIRETTIVA N°13 PREVENZIONE PARASSITOSI INTESTINALE

DIRETTIVA N°13 PREVENZIONE PARASSITOSI INTESTINALE

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Personale scolastico

Docente

OGGETTO: DIRETTIVA  PERMANENTE SUI COMPORTAMENTI DA ADOTTARE IN CASO DI PARASSITOSI INTESTINALE (INFEZIONE DA OSSIURI , ASCARIDI ED ALTRI PARASSITI)

 

Nel quadro delle attività di prevenzione della salute a scuola si trasmette la seguente Direttiva sui comportamenti da adottare nei casi di parassitosi intestinale (ossiuri, ascaridi, tenia, ecc.) che si possono manifestare nei bambini che frequentano la scuola primaria e dell’infanzia, fenomeno molto comune dato che a livello nazionale il 10% dei bambini in età prescolare ne è contagiato.

 

In data 30 dicembre 2025, è pervenuta a questa Dirigenza la comunicazione che alcuni bambini del plesso GESCAL sono stati contagiati da parassiti intestinali, verosimilmente ossiuri.

 

Questa Dirigenza garantisce quindi, al ritorno dalle vacanze natalizie, disinfezione accurata di tutti gli ambienti scolastici frequentati dai bambini, con particolare attenzione ai servizi igienici.

 

Nessun bambino o bambina contagiati da parassiti intestinali possono essere allontanati dalla comunità scolastica o altre collettività in quanto non se ne ravvisa la necessità a livello sanitario.

 

Tuttavia, al fine di prevenire eventuali recidive, è fondamentale la collaborazione scuola famiglia.

 

%

 

Segue indicazioni per l’adozione di comportamenti idonei di tutti gli attori coinvolti:

 

DOCENTI

L’insegnante che venga a conoscenza della possibile presenza di infezione, dopo averne dato informazione al Dirigente Scolastico, nel rispetto delle norme sulla privacy, informerà le famiglie sulla necessità di controlli preventivi sui propri figli presso il pediatra del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

GENITORI

I genitori e o tutori legali provvedono a far controllare il minore dal pediatra di riferimento. In caso di conferma del contagio provvedono al trattamento farmacologico e contestualmente comunicano per iscritto alla scuola l’avvenuto trattamento farmacologico, che può essere seguito o meno da certificato medico (la certificazione del pediatra non è obbligatoria).

SCUOLA

La scuola provvede a diffondere agli interessati il materiale informativo, pubblicandolo sul sito web dell’istituto considerato bacheca digitale a tutti gli effetti, al fine di sensibilizzare tutti gli attori coinvolti nel fenomeno.

Il materiale informativo è parte integrante della presente direttiva, destinata al personale della scuola e alle famiglie.

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Seguono informazioni sul fenomeno delle parassitosi intestinali:

 

MATERIALE INFORMATIVO  (fonte Ospedale pediatrico Bambino Gesù Roma)

 

https://www.ospedalebambinogesu.it/ossiuriasi-89928/

 

L’ OSSIURIASI COS’È

 

L’ossiuriasi è una infezione parassitaria intestinale molto comune in età pediatrica, sia in età pre-scolare che scolare, rara sotto i 2 anni.

L’agente infettivo si chiama Enterobius vermicularis, comunemente denominato ossiuro, un verme di colore bianco che ha come sede abituale l’intestino. Le uova sono prodotte dalla femmina che può deporre fino a 10.000 uova nella zona perianale (intorno all’ano) per poi morire.

Le larve possono risalire verso il colon oppure, per lo sfregamento legato al prurito, possono essere ingerite e schiudersi nell’intestino.

COME SI TRASMETTE

L’infezione da ossiuri si trasmette per via oro-fecale. Anche gli adulti possono essere infettati, basta condividere asciugamani, toccare le lenzuola, utilizzare gli stessi sanitari del paziente infetto. Inoltre le uova possono rimanere vitali fino a 3 settimane, resistono alle basse temperature mentre non tollerano le alte temperature.

 

QUALI SONO I SINTOMI

 

Il sintomo più comune è il prurito nella zona perianale che aumenta durante la notte. A volte è talmente intenso che si possono creare lesioni da grattamento con possibili sovra-infezioni batteriche.

L’infestazione da ossiuri si accompagna spesso a disturbi intestinali di varia natura:

  • Produzione eccessiva di gas (meteorismo);
  • Feci poco formate o diarrea franca;
  • Enuresi (rilascio involontario di urina);
  • Dolori addominali ricorrenti;
  • Agitazione;
  • Irritabilità.

Nelle bambine le larve di ossiuri possono raggiungere la vagina e annidarsi tra le piccole e le grandi labbra provocando, oltre all’intenso prurito, anche una secrezione biancastra (leucorrea).

COME SI FA LA DIAGNOSI

 

Quando si ha il sospetto di un’infezione da ossiuri è bene portare il minore dal pediatra di riferimento per ricevere l’indicazione del trattamento farmacologico adeguato.

Tuttavia il genitore può ispezionare accuratamente la zona anale e perianale, se possibile nelle prime ore del mattino per cercare le femmine degli ossiuri che appaiono come piccoli e mobili filamenti biancastri.

Le femmine degli ossiuri si possono vedere anche sulle feci del bimbo o sulla biancheria intima.

Per la conferma diagnostica si può eseguire lo scotch-test che si effettua posizionando un nastro adesivo trasparente sull’ano non appena il bambino si sveglia. Infatti durante le ore notturne gli ossiuri migrano verso l’ano dove depongono le uova.

Non appena staccato dall’ano, l’adesivo va applicato a un vetrino da laboratorio che va subito riposto in un sacchetto di plastica fornito di chiusura sigillante. Sia i vetrini che il sacchetto vengono forniti dal laboratorio di analisi.

Di norma la procedura va ripetuta per 3 giorni consecutivi. Portati in laboratorio, i vetrini verranno osservati al microscopio per verificare la presenza di uova e/o di ossiuri.

MISURE DI PREVENZIONE

La prevenzione della infezione da ossiuri prevede:

  • Un accurato lavaggio delle mani prima e dopo il contatto con il paziente;
  • Lavare spesso le mani soprattutto dopo l’uso dei sevizi igienici, prima di mangiare o maneggiare alimenti. Tagliare le unghie corte, per limitare l’accumulo sotto di esse delle uova in corso di trattamento
  • Lavaggio ad alte temperature (almeno a 60°C) di biancheria intima, lenzuola pigiami, asciugamani e copridivani, separatamente da altri indumenti;
  • Lavaggio accurato dei servizi igienici, sanitari, stoviglie giocattoli e sabbionaie, banchi e tavoli da cucina;
  • Far indossare al bimbo mutandine e pigiami attillati per limitare il grattamento della zona anale e vulvo-vaginale;
  • Preferire la doccia giornaliera, anziché il bagno, per rimuovere efficacemente le uova deposte durante la notte.
  • Mantenere le camere ben illuminate durante il giorno, perché le uova sono sensibili alla luce del sole

COME SI CURA

farmaci utilizzati per la cura dell’ossiuriasi sono in grado di eliminare i parassiti nella loro forma vitale ma non le uova. Per questo motivo è necessario somministrare due dosi, la prima appena fatta la diagnosi e la seconda dopo due settimane per eliminare i vermi nati dalle uova rimaste nella zona anale.

Nonostante il trattamento adeguato, è possibile che l’infezione si ripeta soprattutto se la seconda dose non viene somministrata o viene somministrata in ritardo, oppure quando il contagio avviene nella vita di gruppo (famiglia, scuola o comunità in generale), o quando un componente del gruppo non abbia eseguito la terapia in contemporanea con il soggetto infetto.

Per questo motivo si raccomanda di osservare scrupolosamente le misure di prevenzione.

Inoltre, quando un bimbo risulta affetto è necessario estendere il trattamento a tutti i componenti della comunità frequentata e della famiglia (fratelli, genitori, nonni e babysitter) anche se asintomatici.

Una singola dose di uno dei seguenti farmaci, ripetuta dopo 2 settimane, è efficace per eliminare gli ossiuri (ma non le uova) nel 90% circa dei casi: Mebendazolo, Albendazolo, pyrantel pamoato.

Per i pazienti con ossiuriasi non è previsto l’allontanamento dalla comunità scolastica, ma al fine di limitarne la diffusione è importante effettuare il trattamento il prima possibile.

Per infezioni simili come ascaridi ed altri parassiti, rivolgersi al pediatra di riferimento.

Confido nella puntuale e precisa collaborazione di tutti, certa del fatto che le corrette relazioni scuola dell’Istituto Karol Wojtyla di Palestrina sappiano garantire condizioni efficaci di salute a tutti i minori della nostra scuola.

DIRETTIVA N°13 PREVENZIONE PARASSITOSI INTESTINALE